
DICONO DI NOI
"Museo della memoria" così viene definita la bottega dalla gazzetta di parma, l'articolo, in data Domenica 17 novembre 2024, a cura di Cesare Pastarini, definisce il negozio come una vera e propria collezione di oggetti cult d'altri tempi.
"Matteo Pelizzi, che di mestiere fa l'agente di viaggi, si è messo lui stesso a viaggiare: fisicamente e, soprattutto, con la memoria.
Per sé stesso, ma anche per noi. Un impegno ripagato ogni volta che si è trovato di fronte a un oggetto che gli ricordava la sua e nostra giovinezza. E oggetto dopo oggetto, ha riempito quel negozio di tortiano, la cui attività di vendere cose prelibate passa in secondo piano appena varcata la porta"

Un flipper perfettamente funzionante, un televisore Geloso del 1954 (24 pollici, 8 canali, 24 valvole, 2 altoparlanti, prezzo dell'epoca 257.000 lire) che trasmette carosello o le puntate di "Don Camillo" grazie a un sistema ideato da un tecnico esperto, Claudio Binacchi. E poi scatole da giochi di Big Jim, Goldrake, battaglie navali, un bigliardino degli anni '50, un macinacaffè Enterprise costruito a Philadelphia, sifoni da seltz, un magnifico taglia-formaggio dell'Ohio, affettatrici Berkel originali olandesi, bilance rosso fuoco, una macchina fabbrica-caramelle, un distributore di enormi chewing gum colorate; contenitori di tutti i tipi, dalle scatole in latta illustrate ai vasi dell'Amarena (o Castagna, o Fragola) Fabbri e Luxardo."

("coi salumi buoni" dicono i gestori, insieme all'eco dei clienti presenti) e di tutto un po'. Dopo 300 anni di storia di famiglia vissuta interamente nel commercio, oggi a capitanare l'attività è Giuseppe Pelizzi: "Mi dicono che sono da rottamare - ride il 73 enne, ma io continuo a girare tra gli scaffali, perchè questo posto è la mia vita."
Così venne descritta la bottega da Andrea del Bue nel non lontano 2013.
Commovente rileggere quanto fosse viscerale il rapporto che legava Giuseppe, (figlio di Faro Pelizzi) alla bottega.
"Un posto così, oggi avrebbe una grande insegna luminosa, si chiamerebbe mini-market e metterebbe in bella mostra le offerte del giorno, sconti da capogiro con grafiche moderne e accattivanti.
A Tortiano, invece, si scrive col gesso sulla lavagna, al massimo col pennarello.
Il marketing, qui, ha regole diverse, non per questo inefficaci.
Esempio: tra le riviste di enigmistica ci sono le scope di saggina. Chi lo dice che alla rezdora non interessino entrambe.
Poco lontano c'è una busta con decine di tappi di sughero, perchè i contadini, da queste parti, imbottigliano ancora. D'altra parte l'edicola è solo un angolo;
Il resto è tabaccheria, alimentari